PETER KADOLPH

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  • L'orizzonte mediterraneo verticale - Mista su pannello - 29x40 cm
    L'orizzonte mediterraneo verticale - Mista su pannello - 29x40 cm

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Peter Kadolph Pittore professionista, nasce a Brandeburgo/Havel in Germania nel 1942. Vive e opera a Milano e a Lido di Spina ormai da quarant’anni. Ha frequentato la scuola di pittura e decorazione a Gelsenkirchen. Nel 1960 si è trasferito a Napoli dove ha frequentato lo studio del pittore Francesco Castiglione e i corsi di pittura dell'Accademia delle Belle Arti, allievo di Domenico Spinosa. Eredita per questo tutta la ricca tradizione della pittura partenopea, che egli sintetizza mirabilmente con l’ispirazione ai suoi ideali maestri della rappresentazione figurativa: Rembrandt e Wilhelm Liebl. Ma la sua espressione massima si manifesta nell’astrattismo, in un persorso di continua ricerca della forma e del concetto che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera e che ancora vibra potentemente nelle sue opere più recenti. Ha allestito mostre personali a Rapallo, Milano, Bolzano, Trento, Francoforte, Lido di Spina, Ferrara, Lido degli Estensi, Senago e in molte altre città in Italia ed all'estero. Ha preso parte a collettive e rassegne d'arte in molte città italiane ed estere, tra le quali: Parma, Milano, Nova Milanese, Stoccolma, Francoforte, Trezzano Sul Naviglio, Sesto San Giovanni, Bolzano. Sulla sua pittura si sono espressi autorevoli giornalisti e critici d'arte: Luciano Budigna, Ludovico Magugliani, Gianni Jones, Franco Cajani, Adriano Foschi, Karl Psenner Poggi e molti altri. Numerose recensioni sono apparse su giornali e pubblicazioni d'arte specializzate, tra le quali: Le Arti, Catalogo Bolaffi 1972, Invito all'arte, Humandesigner, Il Segno, Il Giorno, Il resto del Carlino, La Gazzetta di Ferrara, La Nazione. Di lui Ludovico Magugliani ha scritto: “…L’intenzione dell’opera di Kadolph è al fine quella di esprimere una sublime armonia emersa da una cruenta lotta di contrari. In codesto modo il pittore tedesco costruisce la sua poetica; poetica che parla dei valori più alti dello spirito umano, quelli della bellezza e dell’armonia, della libertà e del sovrumano amore. L’opera d’arte è in un certo senso la liberazione della personalità creativa dell’autore; contemplandola si ha subito un’intensificazione, una sana tensione, una sublimazione del sentimento, quasi un sacrificio, nella sua accezione latina, sacrum facere, che rende cioè sacro l’atto creativo…”. Luciano Budigna ha scritto: “…Nel discorso pittorico di Kadolph, che risente di un ancestrale hinterland romantico, le forme hanno ragione e forza di emblemi: il loro significato (che a tutta prima può apparire misterioso, enigmatico, segreto, non mai, per altro, ambiguo), la loro verità e le loro vitalità trovano ideale integrazione in un gioco cromatico sempre perfettamente adeguato alla dinamica compositiva e strutturale. L’anelito alla liberazione dagli schemi di un’immanenza intesa come ineluttabile condanna della condizione umana accettata storicamente, la denuncia, quasi ironica, della reversibilità della violenza, le inquietanti emozioni visive dalle evasioni oniriche, il vagheggiamento della forma pura addirittura disponibile alla bellezza del modulo, sono i momenti più alti della tematica di Peter Kadolph…”.